Interviste Unghie

Parliamo di unghie e nail art con Sara Biby, onicotecnica e master

Classe 1980 e brianzola di nascita, Sara Marini in arte Sara Biby è un’onicotecnica master che, oltre a donare la felicità di unghie perfette, insegna quest’arte a tante altre colleghe.

Parliamo di unghie con Sara Biby, onicotecnica e master

Ecco cosa dice di sé:
“Ho sempre amato disegnare fin da bambina, senza mai aver voluto approfondire questa passione, infatti scelsi di studiare lingue.

Qualche anno più tardi, iniziai a frequentare un centro estetico per trattare la mia onicofagia tramite la ricostruzione in acrilico e fu amore a prima vista, dal momento che si trattava di un’arte sculturale.

L’interesse crescente mi spinse a frequentare il mio primo corso di ricostruzione unghie in tecnica acrilico, nel 2012.
Ero emozionatissima: finalmente sarei riuscita a toccare con mano e scoprire tutti i segreti di quel mondo affascinante!

All’inizio litigavo con il posizionamento delle nail form e le famose “palline” da creare con polvere e liquido, ma, una volta superato l’approccio iniziale e aver realizzato qualche “full set”, queste non furono più un problema.

Ero solo all’inizio del mio percorso formativo da onicotecnica perché a quel primo corso ne seguirono tantissimi altri, specializzati anche sulla tecnica gel, smalto semipermanente e tecniche di nail art.

Parliamo di unghie con Sara Biby, onicotecnica e master

Nel 2016 partecipai a due Campus, dove conseguii, rispettivamente, un livello base nel primo ed un livello tecnico avanzato nel secondo.
Nel 2017 partecipai ad un altro Campus ottenendo un punteggio che distanziava poco dal master.
Non saprei descrivere le emozioni di quel momento, in quanto si alternava la felicità per i miei progressi, con la rabbia per i pochi punti che mi separavano dal tanto ambito titolo di Master.
Sapevo che non sarebbe finita, non potevo di certo arrendermi sul più bello!
Così nel 2018, agguerrita più che mai, decisi di riprovarci partecipando al mio quarto campus, ottenendo finalmente il Master e l’abilitazione all’insegnamento.

Oggi, come insegnante, traggo soddisfazione dalle mie corsiste che vedo crescere e migliorare, mantenendo vivo il mio obiettivo che, in tutto questi tempo, non è mai cambiato: cercare la perfezione in ogni creazione, che si tratti di struttura o nail art ed è per questo che continuo ad aggiornarmi con corsi specifici mirati a migliorare tecniche e prodotti, per poi condividere e trasmettere con grande libertà tutto quello che so e che amo fare.”

Intervista a Sara Biby

Quando hai capito di voler diventare una onicotecnica? C’è stato un momento in particolare che ricordi, come un’epifania? 

Non ho un evento particolare legato al mio desiderio di diventare onicotecnica, se non per il fatto che, tempo fa, appartenessi a quella “fetta” di clientela con il brutto vizio di mangiarsi le unghie… un’onicofagica insomma.
Allora mi affidavo un centro estetico con onicotecnica, per rimediare esteticamente alle conseguenze del mio vizio, trattando le unghie con la ricostruzione in acrilico.
Mi innamorai subito di questo metodo e del prodotto, in quanto validissimo per il mio tipo di problematica. Da lì ad approfondire e iniziare il percorso per diventare onicotecnica il passo fu breve.

Quanto è cambiato il mondo delle unghie in questi anni? Trovi che sia cambiato in meglio? 

La ricostruzione unghie nacque molti anni fa negli Stati Uniti.
Marilyn Monroe portava già la ricostruzione sulle unghie, ovviamente non con gli stessi materiali che ci sono oggi sul mercato. Per esempio, tenendo conto che i materiali con cui venivano effettuate le ricostruzioni erano altamente a rischio di allergie, come dermatiti a volte anche diffuse, direi che il mercato della ricostruzione si è evoluto e cambiato in meglio. Oggi abbiamo dei componenti chimici assolutamente sicuri e approvati dalla FDA(food and droug administration).

Parliamo di unghie con Sara Biby, onicotecnica e master

Con l’avvento del mondo social, si tende a dare meno importanza alla formazione accademica delle onicotecniche? Tu cosa ne pensi? Nel 2020 quanto è necessario fare l’accademia per diventare una brava onicotecnica ? 

Sicuramente se si decide di iniziare un percorso di formazione per diventare onicotecnica è indispensabile frequentare dei corsi e presenziare fisicamente in aula, perché, a mio avviso, nessun corso online, seppur tanto in voga negli ultimi anni, può sostituire la presenza dell’insegnante in aula, soprattutto se si è all’inizio o, comunque, si tratti di corsi di struttura.
Per i corsi online ci sarà sicuramente tempo e modo di farli, successivamente, quando si avrà una buona padronanza della tecnica.

Parliamo di unghie con Sara Biby, onicotecnica e master

Il nails look che non passa mai di moda

Il nails look che non passa mai di moda… beh, la semplicità. Il monocolore rosso, a mio parere, si potrebbe paragonare al “tubino nero” dell’aperitivo… non si sbaglia mai. Oppure si può sempre optare per il
classico nude, per le personalità più bon-ton.
Per quanto riguarda la forma, l’ovale da salone e la mandorla, restano sempre le più gettonate in quanto a comodità, ma anche per la loro eleganza.

Svelaci la nail art  che ancora non sappiamo di amare, ma di cui ci innamoreremo la prossima stagione.

Spesso, in salone vengono richieste nail art veloci ma d’effetto, le polveri effetto specchio, multicolor, cromate o olografiche soddisfano quasi sempre ogni esigenza, abbinandole anche ad un finish matt e altre applicazioni, come i flakes.

Parliamo di unghie con Sara Biby, onicotecnica e master

Cosa sono le unghie per te e cosa pensi rappresentino per le donne?

Ebbene, molti direbbero la classica frase “le mani sono il biglietto da visita di una persona“. Nulla di più vero ma, per me, essendo appunto onicotecnica, il discorso va un po’ oltre.
Per me le unghie sono tele su cui creare della buona arte.
Ad oggi si possono creare sulle unghie da salone anche delle piccole opere d’arte, senza cadere nell’esagerazione, quindi credo che, oltre al fattore estetico, rappresentino anche un apprezzamento dal punto di vista artistico.

Qual’e la differenza tra acrilico e gel e come scegliere quello che fa più al caso nostro?

La differenza che si può percepire tra acrilico e gel, a primo impatto, sta nella consistenza.
In effetti è proprio così! L’acrilico è più rigido e non è flessibile, mentre il gel si.
La scelta del materiale con cui trattare il/la cliente, spetta all’onicotecnica, in quanto ogni persona ha una diversa tipologia di lamina, e in base a questo va scelto il materiale più adatto. Tutto questo, ovviamente, lo si può apprendere solo ai corsi di formazione, ma soprattutto facendo molta pratica.

Parliamo di unghie con Sara Biby, onicotecnica e master

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Simona Oliva

Simona 42 anni, super appassionata del mondo beauty da sempre, infatti ho investito anche le prime mancette in profumeria per prodotti high cost. Adoro viaggiare e sono innamorata di Londra, dove torno appena posso! Non ho un prodotto makeup preferito... vado a periodi, ma sui prodotti Skin e body care non ho dubbi: siero e scrub!

Simona Oliva

Simona 42 anni, super appassionata del mondo beauty da sempre, infatti ho investito anche le prime mancette in profumeria per prodotti high cost. Adoro viaggiare e sono innamorata di Londra, dove torno appena posso! Non ho un prodotto makeup preferito... vado a periodi, ma sui prodotti Skin e body care non ho dubbi: siero e scrub!

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