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Le sfide dell’industria cosmetica: prospettive post Covid-19 – WeCosmoprof

BeautyStreams è la prima piattaforma che analizza i trend del mondo beauty e i cambiamenti dell’industria cosmetica globale. Grazie ad un team di esperti in dermatologia e medicina, ma anche in sociologia e psicologia, affiancati da un team di specialisti del mondo della bellezza, BeautyStreams è riuscita ad individuare i macro cambiamenti che vedremo nei prossimi anni in questo specifico settore.

A raccontarli nel dettaglio durante il webinar Embracing a new era: resetting industry fundamentals, cui abbiamo assistito in occasione di WeCosmoprof, è Micheal Note, direttore creativo di BeautyStreams.

Per capire quali strategie attuare, i macro cambiamenti vengono studiati e analizzati in diversi periodi. Qui riportiamo le informazioni relative ai primi due archi temporali su cui il webinar si è voluto concentrare, per permettere di osservare la nuova era del mondo beauty in scala più ampia e fornire gli strumenti per creare soluzioni adattabili a tutte le categorie.

Cosa succederà nel mondo beauty dal 2020 al 2025?

Prima del COVID19 sono stati individuati 5 macro movimenti che si verificheranno fino al 2020. Tutti questi movimenti e trend rimarranno importanti nei prossimi anni, ma ovviamente subiranno dei cambiamenti e avranno un impatto diverso da quello che era stato previsto prima della crisi.

Durante il webinar si è deciso di analizzare i trend e le conseguenze all’interno del macro movimento di “Society RE- Coded“, ovvero della ricodifica della società, necessaria in un periodo di crisi e di cambiamento.
Il confronto tra le aspettative pre Covid e quello che è seguito all’impatto del virus è immediato: prima della pandemia erano in atto cambiamenti importanti dal punto di vista demografico, dello stile di vita e delle abitudini, che stavano portando le società tradizionali a reinventarsi; la crisi ha portato questi cambiamenti su un piano culturale, assegnando all’empatia un ruolo di grande importanza.

Le priorità di consumo sono così cambiate, entrando in una quella che potremmo definire una nuova era. E’ stato analizzato l’impatto che ha avuto il lockdown sui consumatori, il cambiamento di valori e, sopratutto, l’accelerazione nell’adozione di sistemi digitali in qualunque campo in tutto il mondo.

Il sondaggio fatto da BeautyStreams durante il mese di aprile conferma i cambiamenti che ciascuno di noi può aver notato in autonomia e ci aiuta ad intravedere quali potranno essere le conseguenze a lungo termine, offrendo anche suggerimenti per i consumatori e per le aziende.

Esiste ancora il Lipstick Effect?

Il primo aspetto da prendere in considerazione riguarda le modalità per rimanere sul mercato, con il consiglio di puntare su prodotti senza tempo e classici, che non seguono le mode e che quindi non esauriscono l’interesse dei consumatori. Bisogna inoltre porre grande attenzione alla qualità dei prodotti, elemento essenziale per il loro successo.

Non possiamo contare sull’avvento del famoso Lipstick Effect, ovvero sull’aumento storico del consumo di rossetti nei tempi di crisi, ma possiamo aspettarci che qualcosa di analogo si verifichi con altre tipologie di prodotto: in particolare referenze skincare e per la cura del corpo, sicuramente più economici rispetto alle precedenti abitudini di acquisto.

Empatia e consapevolezza: le nuove parole chiave per i consumatori

Il consumatore sta diventando sempre più consapevole delle sue scelte, che non riguardano solo all’acquisto di prodotti etici, cruelty free e vegan. Si presta attenzione anche al rispetto delle persone e dei lavoratori: le aziende devono guadagnare la fiducia dei clienti dimostrando di avere i loro stessi valori, pena il boicottaggio (come successo ad alcune grandi catene proprio durante il lockdown). In futuro non cambieranno solo le abitudini di acquisto, ma anche i prodotti: si compreranno prodotti basici, meno costosi e semplici da utilizzare; bisognerà puntare sull’originalità nei colori e nelle forme per potersi differenziare e conquistare la fiducia e l’interesse dei potenziali acquirenti.

In science we trust: il ritorno nella fiducia verso il mondo scientifico

Mentre qualche anno fa divulgatori scientifici ed esperti del mondo della bellezza, quali ad esempio cosmetologi, estetisti e medici estetici, erano visti in negativo perché li si credeva parziali ed orientati al solo aspetto monetario, ora li vediamo invece assurgere al ruolo di influencer e microinfluencer capaci di guadagnare la stima dei consumatori. Ritorna così la fiducia nella scienza non solo per quanto riguarda i consigli per gli acquisti, ma anche per le formulazioni. Assistiamo ad un’evoluzione e ad un cambio di rotta nella clean beauty: gli ingredienti chimici, adesso, sono ben accetti se contribuiscono alla sicurezza.

Routine per calmare il corpo e la mente e svagare dall’ambiente di lavoro (casalingo)

Alcune delle abitudini sviluppate durante l’epidemia verranno mantenute dalle aziende anche in seguito, come ad esempio lo smartworking.
Le persone hanno e avranno sempre più bisogno di rituali per prendersi cura di se stesse e poter staccare la spina dal lavoro, non essendoci più il filtro rappresentato dal passaggio dall’ufficio alla propria abitazione. Si investirà dunque di più nella cura della persona, in prodotti e abitudini dedicate alla cura di corpo e della mente secondo un approccio olistico.

Si sentirà il bisogno di fuggire dalla realtà attraverso lo shopping, ma fare acquisti nei negozi fisici, nel settore beauty, sarà più complicato: bisognerà allora compensare l’assenza dei tester con esperienze di virtual testing, storytelling avvicenti ed eventi virtuali per accrescere l’interesse intorno al prodotto.

Il fenomeno del revenge spending e come trasformarlo in un’abitudine positiva

Tra i meccanismi più comuni evidenziati nelle pratiche di acquisto online degli ultimi mesi c’è il revenge spending, ovvero l’acquisto compulsivo per premiarsi e compensare i sacrifici che il singolo sente di aver fatto. Questo fenomeno, iniziato in Cina, diffusosi poi in Europa e tra poco in arrivo anche in America, si colloca su posizioni opposte a quelle del consumo critico. Il consiglio è quello di stemperare l’eventuale senso di colpa con una comunicazione più umoristica, indirizzata ad una visione salutare e terapeutica dello shopping.

Un’altra delle reazioni più comuni a una crisi come quella che stiamo vivendo è la tendenza a consumare prodotti locali, focalizzandosi su una catena di produzione più etica e su una filiera più corta possibile. E’ allora importantissimo per le aziende collaborare per rispondere a tale esigenza. Le radici di questo comportamento vanno trovate in una sorta di protezionismo sociale: in momenti di crisi e di paura le persone tendono a prendersi più cura di se stesse, dei propri famigliari, della propria città e della propria nazione. Per questo saranno più portate ad acquistare prodotti di cui conosco la provenienza, consapevoli di sostenere la propria economia locale.

Accorgimenti per uno stile di vita sicuro e sostenibile

E’ stato e sarà molto importante anche in futuro comunicare il rispetto delle misure di sicurezza, facendo sì che il consumatore se ne renda conto in modo tangibile: questo lo farà sentire più sicuro e quindi più propenso all’acquisto.

Nel prossimo futuro l’industria cosmetica si dovrà preparare a far fronte all’attenzione crescente per la cura delle mani e per il makeup occhi, l’unico che sfugge alla barriera della mascherina, oltre che ad un crescente desiderio di prendersi cura del proprio sistema immunatario, anche grazie a pratiche e credenze cadute in disuso.

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Alessia Beltramini

Alessia, 23 anni, studentessa di lettere moderne ma appassionata del mondo beauty fin dalla più tenera età. Tutto potrebbe aver avuto inizio quando mi sono spalmata in faccia la pasta fissan a soli 3 anni. Tingo i miei capelli di rosso da quando avevo 15 anni e amo i rossetti, anche quelli dai colori più pazzi. La doppia detersione è il mio credo.

Alessia Beltramini

Alessia, 23 anni, studentessa di lettere moderne ma appassionata del mondo beauty fin dalla più tenera età. Tutto potrebbe aver avuto inizio quando mi sono spalmata in faccia la pasta fissan a soli 3 anni. Tingo i miei capelli di rosso da quando avevo 15 anni e amo i rossetti, anche quelli dai colori più pazzi. La doppia detersione è il mio credo.

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