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Packaging Responsabile: il webinar di Cosmetica Italia

Cosmetica Italia, associazione nata per sostenere lo sviluppo delle imprese cosmetiche italiane, ha inaugurato la serie di webinar che daranno vita a questa edizione di Wecosmoprof. Al centro del webinar troviamo temi come sostenibilità, economia circolare e nuove abitudini dei consumatori post Covid-19, trattati da personalità di spicco dell’Università di Bologna al fine di far confluire e consolidare il legame che esiste tra industria, ricerca ed innovazione.

Packaging responsabile: a caccia dei miti sulla sostenibilità dei packaging

Packaging e plastica WeCosmoprof

Il primo intervento è stato tenuto da Paola Fabbri, professoressa associata di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso l’Università di Bologna, intitolato in modo provocatorio “Andiamo a caccia dei miti sulla sostenibilità del packaging“.

Negli ultimi anni la plastica è stata percepita come materiale poco sostenibile, senza andare a sondare il vero motivo del perché tale materiale venga così etichettato. La plastica è uno dei materiali più utilizzati in campo industriale a livello mondiale, per le sue caratteristiche tecniche e funzionali. Il packaging plastico ha una catena di vita molto breve, in quanto dopo il primo utilizzo si stima che il 95% del valore intrinseco del materiale sia andato già perso.

La perdita di valore di questo materiale è legato a diversi fattori, come mancanza di strutture di raccolta per avviare i materiali alla fase di riciclo, ma anche le caratteristiche intriseche del materiale stesso che ne causano decadimento dopo l’utilizzo. Il vero problema della sostenibilità delle plastiche è causato dal fatto che circa il 32% del materiale nella sua fase del fine vita d’uso viene disperso nell’ambiente, circa il 40% termina la propria vita in discarica e solo una piccola percentuale viene riciclata in maniera circolare . Si tratta di percentuali molto modeste per la maggior parte dei materiali, eccezion fatta per il PET, il cui riciclo è diventato virtuoso. Quindi possiamo dire che la non sostenibilità delle plastiche non è legata al materiale in sé, quanto all’incapacità dell’uomo di gestirle nel loro fine vita d’uso. Il fine vita d’uso dei materiali plastici sarebbe un problema meno incisivo se fosse accompagnato da politiche nazionali ed internazionali, che attualmente sono disomogenee e frammentate e se si creassero dei sistemi efficaci per il riciclo dei materiali. L’innovazione non sta andando ancora nella giusta direzione proprio perché manca un coordinamento internazionale.

WeCosmoprof Webinar Cosmetica Italia

A tal proposito la Commissione Europea ha dato delle linee guida per la nuova economia delle plastiche: migliorare l’economia della plastica after use, migliorare le tecnologie di riciclo, ridurre il quantitativo di plastiche che si disperde nell’ambiente, disaccoppiare la produzione di plastiche dalle risorse di tipo fossile e andare verso bio-plastiche e verso i materiali da fonte rinnovabile.

Packaging responsabile: le alternative dell’industria 4.0

Il secondo intervento, tenuto da Luca Tomesani, professore ordinario di Tecnologia meccanica e sistemi di lavorazione presso l’Università di Bologna intitolato “Le troppe alternative dell’Industria 4.0, come muoversi per trovare un giusto mix“. Per Industria 4.0 si intende quella tendenza ad integrare nella propria impresa nuove tecnologie produttive ma anche nuovi modelli di business per aumentare la produttività dei propri impianti produttivi.

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Il processo di innovazione è estremamente costoso e complesso, infatti difficilmente le imprese da sole riescono a sostenere tali costi. L’innovazione va intesa come un processo aziendale complesso che richiede una struttura al pari di quello produttivo, della progettazione e molto altro.

Una soluzione per favorire l’innovazione nelle imprese potrebbe essere la partecipazione ai cluster, associazioni pubblico-private finanziate dal settore pubblico, che mettono in contatto le aziende con la parte di ricerca ed innovazione. I cluster sono dei luoghi dove si possono conoscere quindi gli attori rilevanti per i propri interessi.

Quando un’azienda si interessa ad una data tecnologia, dovrà conoscere i relativi stakeholder. In primis per innovare occorre lavorare dall’interno facendo orientamento, formazione, avvalendosi di consulenti, progettare, tutte queste attività possono essere svolte nei competence center. I competence center sono nuclei nuovi, all’interno dei quali si possono trovare tutte le nuove tecnologie, talvolta mixate a quelle tradizionali. Nei competence center si realizza un’innovazione collaborativa, ovvero gruppi di aziende appartenenti anche a campi diversi che però condividono la necessità di implementare una determinata tecnologia. Questo genere di operazioni consente di spendere meno ripartendo i costi e accorciando i tempi.

WeCosmoprof Tecnologie abilitanti webinar

Packaging sostenibile: il ruolo del design per una innovazione responsabile

Il terzo intervento, tenuto da Clara Giardina ricercatrice e designer presso l’Università di Bologna, intitolato “Sistema Packaging e Covid-19: il ruolo del Design per una Innovazione Responsabile“.

Il packaging, in questo periodo di distanziamento sociale, è stato l’unico punto di contatto tra noi stessi ed il mondo esterno, pertanto ha acquisito nuove funzioni a livello comunicativo. Le reazioni che sono state individuate in risposta all’emergenza sono state: il consolidamento del trend dello shopping online ed una particolare attenzione alla sanificazione e disinfezione delle confezioni come risposta al virus. Tantissime aziende hanno convertito la loro produzione, mettendosi a disposizione della comunità per garantire gel e mascherine, convertendo la loro capacità produttiva e dimostrando grande flessibilità in un momento di forte emergenza.

Produzione a sostegno dell'emergenza

Il commercio online ha avuto un enorme incremento, a partire dall’e-commerce, fino al delivery o al food-delivery. Servizi come le Subscription-boxes hanno avuto una grande impennata, si tratta di abbonamenti che portano a casa box a sorpresa contenenti cibo, prodotti beauty e makeup, o materiali per attività ricreative.

In questo periodo di Covid sono nati nuovi business come il primo supermercato esclusivamente online con consegna in 24h. Degno di nota è anche l’utilizzo da parte di alcuni e-commerce dei droni per la consegna di farmaci e merci, che garantiscono l’assenza di contatto o lo Shop-Streaming, shopping online assistito in tempo reale da un consulente, quindi si mixano le capacità umane con quelle dei software.

Packaging sostenibile: nasce l’Umanesimo Digitale

La pandemia ha prodotto un nuovo Umanesimo Digitale, perché in questi mesi la salute ed il benessere sono stati messi al centro dell’attenzione e questo si rispecchia anche nei comportamenti d’acquisto infatti si sono registrati più acquisti di prodotti sostenibili e locali. Si è posto un focus anche sulla questione ambientale che non può più attendere, infatti anche le aziende di packaging dovranno progettare e connettere il proprio business ai nuovi bisogni delle persone e del pianeta. Lo scenario è in continua evoluzione ma molte strade da seguire sono già state segnate.


Cocò

COCO’
Mi chiamo Concita per il mondo beauty Cocò, trentenne Siciliana di nascita ma Toscana di adozione. Con una passione sfrenata per il makeup e il beauty in generale. Ho creato il mio spazio Il Beauty di Cocò dove parlo delle mie opinioni sui prodotti e realizzo swatches e comparazioni con un pizzico di creatività.


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